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  1. Il decreto Dignità, pur applicandosi a tutti i contratti a termine stipulati successivamente alla entrata in vigore del decreto, riverbera i suoi effetti anche sui contratti a tempo determinato in corso al 14 luglio 2018. L’Esecutivo non ha, infatti, pensato ad un periodo transitorio con la conseguenza che i contratti in essere (nati quando il tetto massimo si raggiungeva a 36 mesi) che, alla data del 14 luglio 2018, hanno superato la nuova soglia dei 24 mesi non possono essere rinnovati o prorogati. In tale caso, cosa deve fare il datore di lavoro?
  2. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato l’irricevibilità delle class action promosse da più di 10.000 pensionati italiani contro le norme che avevano prima bloccato la perequazione delle pensioni e, quindi, provveduto ad una - solo parziale - restituzione delle somme. Secondo la Corte, le norme in questione non ledono i diritti umani dei ricorrenti, in considerazione del fatto che le stesse non hanno avuto un impatto economico significativo sugli interessati.
  3. Ampliati i confini della tutela della maternità. Secondo la Corte costituzionale anche i congedi straordinari per la cura del coniuge o del figlio portatori di handicap con situazione di gravità accertata sono utili ai fini del diritto all’indennità giornaliera di maternità per le lavoratrici che, all'inizio del congedo di maternità, sono sospese, assenti dal lavoro senza retribuzione, ovvero, disoccupate. In particolare, per effetto della decisione della Consulta, dal computo dei 60 giorni che devono intercorrere tra l'inizio della sospensione, dell'assenza o della disoccupazione e il congedo di maternità sono esclusi anche i congedi per l’assistenza ai disabili. Quali sono le conseguenze per i datori di lavoro?
  4. In sede di rinnovo del CCNL logistica e trasporti, è stato dato pieno riconoscimento alla figura professionale dei cosiddetti riders. Per questa peculiare categoria di lavoratori sono state previste, oltre all’inquadramento contrattuale e retributivo, una serie di importanti tutele in materia di sicurezza, orario di lavoro e bilateralità.
  5. Il decreto Dignità rivede al rialzo l’indennità a titolo di risarcimento del danno al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo per giustificato motivo oggettivo, soggettivo o giusta causa. Il D.L. n. 87/2018 prevede, in particolare, che ai lavoratori assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015 licenziati illegittimamente spetti un'indennità anche risarcitoria (oltre che sanzionatoria e satisfattiva) non inferiore a 6 mensilità e non superiore a 36 mensilità, calcolate sull’ultima retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR. Due le riflessioni necessarie: quali sono gli effetti sull’offerta conciliativa e quali sono gli impatti sulla tutela economica prevista dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori?