SIMEST avvia un nuovo intervento da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla crisi nell’area del Golfo Persico e dall’aumento dei costi energetici. Le risorse, provenienti dal Fondo 394/81, sono rivolte alle imprese esportatrici e ai fornitori diretti di aziende esportatrici. Nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica” viene introdotta la linea “Energia per la Competitività Internazionale”, destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%. La misura prevede contributi a fondo perduto, finanziamenti fino al 90%, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni. Contestualmente viene potenziato l’intervento per le imprese energivore, con condizioni migliorative su contributi, garanzie e capitalizzazione. Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026. L’iniziativa rafforza il ruolo di SIMEST nel supporto alla competitività internazionale delle imprese italiane.
Il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia che nel periodo 2020–2023 le misure agevolative hanno sostenuto in modo significativo investimenti, occupazione e produttività. Ogni euro di credito d’imposta ha generato tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali nelle imprese beneficiarie, con effetti particolarmente rilevanti per micro e piccole imprese, che mostrano anche incrementi di produttività. Nel quadriennio sono stati maturati 35 miliardi di euro di crediti d’imposta, di cui l’80% riferito ai beni materiali 4.0. Le PMI hanno assorbito oltre il 60% delle agevolazioni. A livello territoriale, circa il 70% del credito è stato utilizzato da imprese del Nord (14,7 miliardi), mentre il Mezzogiorno ha beneficiato di circa 4 miliardi e il Centro di 3 miliardi.
Le istituzioni culturali hanno tempo fino al 4 giugno 2026 per chiedere l'ammissione ai contributi statali previsti dall'art. 1 della legge n. 534/1996. La domanda da presentare consiste nella richiesta di inserimento nella Tabella triennale 2027-2029 del Ministero della Cultura. Le richieste devono essere trasmesse esclusivamente on line sul portale della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura, accessibile con SPID. Quali sono i requisiti di ammissibilità?
Il decreto 30 marzo 2026 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 maggio 2026, modifica in modo significativo il sistema di ripartizione del Fondo per le mense scolastiche biologiche. La riforma introduce un calendario più rigoroso, stabilendo che il decreto annuale di riparto debba essere adottato entro il 30 giugno, sulla base del numero dei beneficiari del servizio di mensa biologica e della popolazione scolastica accertata. Viene ridefinita anche la struttura del Fondo: l’86% è assegnato in funzione dei beneficiari rilevati al 31 marzo, con un limite massimo del 16% per ciascuna stazione appaltante o soggetto erogante. Le Regioni devono inoltre trasmettere entro il 31 luglio una relazione sulle iniziative realizzate e sui risultati ottenuti. Il restante 14% è destinato a progetti di informazione, promozione e accompagnamento al servizio di refezione, anch’essi soggetti a rendicontazione annuale.
ISMEA ricorda l’operatività dei finanziamenti agevolati destinati alle società di capitali attive nella produzione e trasformazione e nella commercializzazione dei prodotti agricoli, nonché nella distribuzione e logistica. Il Bando 2026 fissava la presentazione delle domande dall’8 gennaio al 15 maggio 2026, tramite sportello telematico attivo nei giorni feriali. Con avviso in G.U.R.I. dell’8 maggio 2026, n. 51, il termine è stato prorogato al 29 maggio 2026 alle ore 12:00, restando invariato tutto quanto previsto dal bando e dagli atti richiamati. I prestiti, garantiti da ipoteca, hanno durata massima di quindici anni, con fino a cinque anni di preammortamento e dieci di ammortamento, e prevedono rate semestrali a capitale costante. L’agevolazione consiste nell’abbattimento del 70% del tasso di mercato applicato.