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IPSOA Quotidiano - Finanziamenti

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  • La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) proroga il credito d’imposta per design e ideazione estetica con novità che riguardano l’aliquota, la tempistica e l’obbligo di prenotazione. L’intensità di aiuto raddoppia infatti rispetto al 2025 e l’agevolazione diventa utilizzabile in un’unica quota annuale. Ai fini dell’accesso al credito d’imposta, infine, è richiesto l’invio al Ministero delle imprese e del made in Italy di un'apposita comunicazione. Quali sono tutti i cambiamenti rispetto al 2025?
  • Il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 15 gennaio 2026 amplia l’elenco delle tecnologie pulite ammissibili alle agevolazioni dello sportello “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” dei Contratti di sviluppo, collegato all’Investimento M2C2-5.1 del PNRR. Dal 19 gennaio 2026 possono essere presentate domande per progetti volti a potenziare la capacità produttiva delle tecnologie indicate nella sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (Cisaf), con possibilità di applicare le condizioni più favorevoli previste dal medesimo quadro, rese operative dal decreto ministeriale del 24 novembre 2025. Per garantire il rispetto dei target PNRR, il decreto stabilisce la chiusura la chiusura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sullo sportello agevolativo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie”, a partire dal 21 aprile 2026. Dalla stessa data non saranno più ammesse domande neppure sullo sportello dei Contratti di sviluppo dedicato alla sostenibilità dei processi produttivi, disciplinato dalla circolare del 18 ottobre 2024.abstract
  • ISMEA Investe 2026 mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere la crescita e il consolidamento della filiera agroalimentare italiana. La misura favorisce fusioni, acquisizioni e investimenti produttivi, puntando su rafforzamento patrimoniale, integrazione di filiera e competitività. Le imprese possono accedere a finanziamenti agevolati o a condizioni di mercato, con scadenza per la domanda fissata al 15 maggio 2026.
  • La Corte di Giustizia, nella sentenza del 15 gennaio 2026 alla Causa C-615/24, ha chiarito l’interpretazione degli articoli 3 e 6 del regolamento n. 1408/2013 sugli aiuti de minimis nel settore agricolo. La Corte ha stabilito che uno Stato membro non può concedere né versare aiuti de minimis senza disporre di un registro centrale nazionale pienamente operativo e senza richiedere all’impresa beneficiaria una dichiarazione sugli aiuti ricevuti nel triennio di riferimento. Tale dichiarazione non è necessaria per presentare la domanda, ma costituisce un requisito imprescindibile per la concessione dell’aiuto, che deve essere acquisito prima dell’erogazione. La decisione rafforza la necessità di controlli preventivi per evitare il superamento dei massimali de minimis e garantire un’applicazione uniforme delle norme europee sugli aiuti di Stato nel settore agricolo.
  • La Commissione europea, nel quadro di valutazione degli aiuti di Stato 2025, evidenzia che nel 2024 gli Stati membri hanno orientato la maggior parte delle risorse verso le priorità strategiche dell’Unione, nonostante una riduzione complessiva della spesa. L’attenzione si è concentrata soprattutto su ambiente, energia, ricerca, innovazione e sviluppo regionale, mentre le misure emergenziali legate alla pandemia e alla crisi derivante dall’invasione russa dell’Ucraina sono state progressivamente eliminate. Il sostegno ha favorito la transizione verso la sostenibilità, la diffusione delle energie rinnovabili, la decarbonizzazione industriale e investimenti in settori strategici, inclusi quelli tecnologici. Sono proseguiti gli interventi per la crescita digitale, lo sviluppo rurale e il rafforzamento delle infrastrutture. Il quadro di valutazione, pubblicato annualmente sulla base delle relazioni degli Stati membri, conferma la centralità delle esenzioni per categoria e il ruolo del monitoraggio europeo nel garantire trasparenza e coerenza delle politiche di aiuto.